La presenza femminile a partire dai dati di alcuni organismi professionali europei
testo di Claudia Mattogno
Nel campo dell'architettura è passato molto tempo da quando si è laureata la prima donna. Era il 1890 e lei era la finlandese Signe Hornborg.
Ma a distanza di oltre cento anni che cosa è veramente cambiato? Per tracciare un primo, schematico quadro della condizione femminile nell'architettura abbiamo condotto un'indagine a livello europeo, presso gli organismi nazionali, chiedendo quante fossero le iscritte.
Domanda apparentemente semplice ma tutt'altro che banale tanto che le risposte sono tardate ad arrivare e in alcuni casi non sono arrivate affatto: la non disponibilità del dato è stata la causa più frequente a conferma della scarsa considerazione tenuta, finanche a livello statistico, dell'incidenza femminile in questo campo. Alcune informazioni, del resto, sono state inserite grazie all'esistenza di un parziale censimento intrapreso dall'Union Internationale des Femmes Architectes.
Fondata nel 1963 con lo scopo di promuovere l'attività professionale delle socie, di diffonderne la specificità e i contenuti nonché di favorire gli scambi internazionali, l'UIFA è presente con delegazioni in ben 58 paesi di tutto il mondo.
L'indagine è stata effettuata presso gli organismi professionali senza avere la pretesa di essere esaustiva né di coprire l'intero universo; essa vuole solo offrire lo spaccato di una situazione finora inesplorata, pur se consistente, dal punto di vista numerico. I dati raccolti sono sicuramente parziali, per una serie di ragioni che ricordiamo brevemente, ma non per questo meno significativi :
- non tutte le laureate in architettura sostengono gli esami di abilitazione, richiesi in alcuni paesi, e si iscrivono agli ordini, sia per motivi di opportunità professionale sia perché l'iscrizione non è obbligatoria dovunque;
- le modalità di esercizio variano da nazione a nazione e non dappertutto sono presenti organismi a carattere nazionale in grado di compendiare le informazioni.
La tabella che segue riassume in maniera sintetica il quadro dei dati riferiti ad un consistente numero di paesi europei, tale da consentire un bilancio pressoché completo di varie aree socioculturali e geografiche. Rispetto al totale degli iscritti viene messa in evidenza l'incidenza femminile, sia in valore assoluto che in percentuale, viene citata la fonte dei dati e l'anno di riferimento. Ne risulta un profilo piuttosto diversificato che amplifica specificità contestuali discordanti, almeno in parte, da una presunta e forse scontata omologazione culturale della società occidentale.
Emerge in prima battuta una situazione affatto particolare, relativa alla Federazione svizzera degli architetti indipendenti, che non registra, inspiegabilmente (ma non abbiamo "osato" chiedere di più!), nessuna donna nei suoi iscritti. Senza spingersi ad ipotizzare che si tratti di un'associazione di genere, simile ai vecchi club dove i gentiluomini inglesi si rifugiavano per fumare in pace la pipa e leggere tranquillamente il giornale al di fuori del frastuono domestico, siamo più inclini a pensare che sia solo il frutto di un vecchio retaggio di una qualche feudale usanza di cantone, analoga a quella che ancora non riconosce in alcuni casi il diritto di voto alle donne.
Tabella n. 1: La presenza femminile in architettura all'interno degli organismi di professionali. Valori assoluti e percentuali in alcuni paesi europei.
Paese |
Fonte dei dati |
Anno di riferimento |
Totale Iscritti |
Donne Architetto Valore assoluto percentuale |
Osservazioni |
||
DANIMARCA |
U.I.F.A.. |
1991 |
5.400 |
972 |
18,0% |
il dato si riferisce agli iscritti al D.A.L. | |
FINLANDIA |
S.A.F.A. |
1992 |
2.800 |
700 |
25,0% |
||
FRANCIA |
C.N.O.A. |
1993 |
26.189 |
3.344 |
12,7% |
571 iscritte hanno meno di 30 anni |
|
GRAN BRETAGNA |
U.I.F.A.. |
1991 |
28.818 |
1.757 |
6,1% |
il dato si riferisce agli iscritti al R.I.B.A. | |
GRECIA |
T.E.E. |
1993 |
12.661 |
4.810 |
37,9% |
1.445 iscritte sono nate dopo il 1950 |
|
ITALIA |
C.N.A. |
1993 |
60.500 |
15.500 |
25,6% |
||
ITALIA |
C.N.A. |
1999 |
78.395 |
22.691 |
28,9% |
||
NORVEGIA |
U.I.F.A.. |
1991 |
2.814 |
588 |
20,9% |
il dato si riferisce agli iscritti al N.A.L. | |
PORTOGALLO |
A.A.P. |
1993 |
5.000 |
1.200 |
24,0% |
||
ROMANIA |
U.I.F.A.. |
1991 |
1.712 |
564 |
32,9% |
il dato si riferisce agli iscritti al U.A.R. | |
SPAGNA |
C.S.C.A.E. |
1993 |
22.122 |
3.071 |
13,8% |
||
SVIZZERA |
S.I.A. F.A.S. |
1993 1993 |
3.907 - |
421 - |
10,7% |
nessuna iscritta |
|
Messa da parte questa piccola curiosità che ci limitiamo a definire pittoresca, si possono constatare due dati che si collocano in situazioni estreme di massima e di minima.
Il primo si riferisce ai valori assoluti riscontratinel nostro paese, in Italia, dove si conta, in valore assoluto, il maggior numero di architette.
Il secondo, invece, riguarda la Gran Bretagna che si discosta nettamente dal resto dei paesi europei in quanto regista la percentuale più bassa di donne iscritte in un organismo di categoria, pari al 6,1%.
Tabella n. 2: Le architette italiane iscritte all'Albo professionale. Elaborazione su dati del Consiglio Nazionale degli Architetti
Anno |
Totale Iscritti |
Donne Architetto Valore assoluto |
Donne Architetto Valore percentuale |
1968 |
6.444 |
826 |
12,82 |
1980 |
22.248 |
3.719 |
16,72 |
1990 |
48.179 |
11.487 |
23,84 |
1995 |
67.601 |
18.545 |
27,43 |
1999 |
78.385 |
22.691 |
28,94 |
Al di fuori di queste due situazioni così contrastanti, se prendiamo come riferimento di base il valore percentuale, è possibile sviluppare una serie di considerazioni a partire da una classificazione per fasce di presenza delle donne rispetto al totale degli iscritti, considerando bassa quella inferiore al 20%, media quella compresa dal 20 al 30% e alta quella superiore al 30%.
Sul valore più basso, pari al 10,7% e fornito da una tre delle associazioni di categoria esistenti, la Società Svizzera degli Ingegneri e degli Architetti, troviamo la Svizzera, dove non esistono organismi di livello nazionale e dove, comunque, la professione viene esercitata senza particolari vincoli.
Seguono, con valori quasi simili, la Francia e la Spagna dove le architette, pur raggiungendo appena il 12,7 e il 13,8 %, hanno guadagnato un forte grado di "visibilità" grazie all'istituto del concorso pubblico che, specialmente negli ultimi anni, ha dato ampio spazio all'affermazione dei giovani contribuendo a rinnovare e riqualificare la pratica professionale. In questi due paesi le competenze specifiche dell'architetto, riconosciuto come operatore unico nel campo edile, sono fissate per legge e la professione è tutelata da organismi a scala regionale rappresentati quindi a livello nazionale dal Conseil National des Ordres des Architectes e dal Consejo Superior de los Collegios de Arquitectos de España.
Il paese che si situa al livello più alto di questo primo raggruppamento è la Danimarca dove il DAL, Danske Arkitekters Landsforbund, registra una presenza femminile pari al 18,0%.
Nella fascia dei valori intermedi, troviamo sia paesi nordici, quali la Norvegia con il 20,9% e la Finlandia con il 25,0%, sia paesi dell'area mediterranea, come il Portogallo con il 24,0% e l'Italia con il 25,6%. I dati delle iscritte potrebbero far pensare che questi ultimi due paesi rappresentino "fenomeni" progressisti rispetto alle nazioni scandinave dove l'inserimento femminile nel mondo del lavoro è storicamente consolidato e qualitativamente reputato. Ne è testimonianza, tra l'altro, il forte attivismo professionale e culturale di associazioni che raggruppano donne architetto, come Architecta, fondata nel 1942 in Finlandia, o come Athena che opera in Svezia attraverso un apposito albo, aggiornato annualmente, con le specifiche professionali di ogni socia.
Sembra superfluo accennare che l'iscrizione all'Ordine non garantisce di per sé un'automatica entrata nei processi produttivi e decisionali e pertanto stride il rapporto tra le iscritte e l'effettiva loro incidenza nella quotidianità professionale.
Basterebbe a tal fine confrontare periodici di settore europei per rendersi conto dell'aporia appena citata: scarsa è la frequenza con cui architette italiane appaiono sulle pagine delle riviste, al contrario di quanto accade, ad esempio, per le olandesi, le finlandesi o per le stesse francesi, che arrivano appena a contare una percentuale di iscritte pari alla metà di quelle italiane!
Sorprendentemente si colloca in testa alla classifica la Grecia con il 37,9%, seguita dalla Romania con il 32,9%, due paesi che certo non si caratterizzano né per una spiccata produzione architettonica né per una particolare sensibilità nei confronti della condizione femminile.
Per saperne di più
Di seguito riportiamo gli indirizzi degli organismi e delle associazioni presso cui sono stati richiesti dati utilizzati nel testo.
Austria
Bundesingenieurkammer
Karlsgasse 9
1040 Wien 4
Belgio
Conseil National de l'Ordre des Architectes
160 rue de Livourne
1050 Bruxelles
Danimarca:
Danske Arkitekters Landsforbund, DAL
Bregade 66
1010 Copenhagen K
Finlandia
Suomen Arkkitehtiliitto, SAFA
Eteläespalnadi 22 A
00130 Helsinki 13
Francia
Conseil National des Ordres des Architectes
7 rue de Chaillot
75016 Paris
Union Internationale des Femmes Architectes
14 rue Dumont d'Urville
75016 Paris
Germania
Grecia
Tecnico Epimelitirio this Ellados, TEE
odos Karageorgi Servias, 4
10562 Atene
Gran Bretagna
Architects Registration Council of the United Kingdom, ARCUK
73 Hallam Street
London WIN 6 EE
Royal Institut of British Architects, RIBA
66, Portland Place
London WIN 4 AD
Women Architects Group
R.I.B.A.
66, Portland Place
London WIN 4 A D
Irlanda
Royal Institute of the Architects of Irelanda , RIAI
8 Merrion Square
Dublin 2
Italia
Consiglio Nazionale degli Architetti, C.N.A.
Via Santa Maria dell'Anima, 10
00186 Roma
Lussemburgo
Ordre des Architectes et des Ingénieurs-Conseils, OAI
8 rue Jean Englins
1466 Luxembourg
Norvegia
Norske Arkitekters Landsforbund, NAL
josefines gate 34
0351 Oslo 3
Olanda
Koninklijke Maatsscappij Tot Bevordering Der Bouwkunst Bond van Nederlandse Architekten, BNA
Keizerergracht 321
1016 EE Amsterdam
Portogallo
Associacão Arquitectos Portugueses
Rua Barata Salguerio, 36
1200 Lisboa
Romania
Unionea Architectilor din Romania
Spagna
Consejo Superior de los Collegios de Arquitectos de España
Paseo de la Castellana 12-4°
28046 Madrid
Svezia
Svenska Arkitekters Riksförbund (Associazione degli architetti svedesi), SAR
Norrlandsgatan 18
111 43 Stockholm
Athena, Föreningen Sveriges Kvinnliga Arkiteters (Associazione delle donne architette svedesi)
Skeppargagatan 38
114 52 Stockholm
Svizzera
Federazione Svizzera degli Architetti Indipendenti, FSAI
Route des Clos 112
2012 Auvernier
Società Svizzera degli Ingegneri e degli Architetti, SIA
Selnaustrasse 16
8039 Zürich
Federazione degli Architetti Svizzeri, FAS
Sandrainstrasse 3
3000 Bern 12